A conferma del proprio impegno nella promozione del risparmio e dell'efficienza energetica, Retenergie promuove due corsi ANIT (Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e Acustico) cui ha dato il patrocinio. I soci ANIT e i professionisti che aderiscono ai GTL (Gruppi Tecnici Locali) possono accedere ai corsi con una quota scontata.

 

Come preparare la Relazione Tecnica Legge 10
Guida alla compilazione della relazione tecnica secondo le regole in vigore
Milano – 14, 22 e 28 marzo 2017

Obiettivo del corso
Le regole sul contenimento dei consumi energetici degli edifici e sulla corretta progettazione igrotermica sono in continua evoluzione ormai da molti anni. Per affrontare l’attuale regolamentazione nazionale e/o è richiesto ormai un alto livello di conoscenza tecnica abbinato a una buona consapevolezza normativa e burocratica sulla gestione del sistema edificio-impianto.

Organizzazione del corso
Il corso si sviluppa attraverso un percorso didattico di 3 giorni che ha il fine di fornire ai partecipanti una metodologia per predisporre correttamente la relazione “Legge 10” da portare in Comune.

Come possiamo - tecnicamente - costruire una vera comunità energetica, nella quale consumer, prosumer e cittadini non produttori possano condividere una stessa produzione locale di energia distribuita, da fonti rinnovabili? Bypassando i grandi player energetici, stabilizzando la rete di distribuzione, controllando autonomamente costi e consumi e utilizzando la mobilità elettrica come parte integrante della rete? Normativa permettendo? Ci abbiamo pensato e ripensato.

WiseGRID è un progetto da 17.6 Milioni di euro, finanziato nel'ambito del programma Horizon 20-20. Il disegno è facilmente comprensibile e in fondo non molto diverso da come ce l'eravamo immaginato.

La sfida è appena iniziata
Mettere sul mercato una serie di soluzioni e tecnologie per aumentare l'intelligenza, la stabilità e la sicurezza di una rete energetica aperta, europea, che parta dai consumatori, con un uso avanzato delle tecnologie di stoccaggio e un significativo aumento della quota delle FER.

 

Nel mese di dicembre 2015, a Parigi, tutti i paesi del mondo si sono accordati per mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli pre-industriali e per incrementare gli sforzi per limitare tale aumento a +1.5°C . La logica è semplice: o si agisce ora, o ci avviamo verso un disastro ecologico che porterà con sé inevitabili costi economici e sociali. Le politiche climatiche potrebbero essere altrettanto semplici se fossero coerenti con la scienza del clima: poiché il biossido di carbonio (CO2) accumulato nel tempo determinerà l’entità del cambiamento climatico occorre tenere sotto controllo il “bilancio di carbonio”.

In estrema sintesi è questo l'esito di uno studio pubblicato recentemente da Oil Change International, intitolato “The Sky’s Limit: why the Paris climate goals require a managed decline of fossil fuel production”, che esamina il rapporto tra gli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra (GHG) e la produzione e l’uso dell’energia e suggerisce le politiche più adeguate per il conseguimento degli obiettivi medesimi.

C’erano una volta i combustibili fossili. Poi a qualcuno è venuto in mente di metterli in discussione e da allora l'onda non si è più arrestata. Le università, la finanza, i movimenti cattolici, i cittadini singoli o associati e finanche gli ex dirigenti del petrolio: tutti oggi rinnegano i combustibili fossili. Da indiscrezioni non confermate, sembra che sul carbone persino la befana stia cambiando idea. "Il carbone pulito non esiste" - pare che abbia detto. Last but not least, i cittadini si sono riuniti in cooperative elettriche, hanno investito il loro denaro e producono energia rinnovabile, guadagnandoci. In Italia Retenergie ha aperto la strada al cambiamento nel 2008.

Keep it in the ground: una rivoluzione planetaria in cinque anni

Cinque anni fa, l'idea che investire in compagnie del settore dei combustibili fossili fosse moralmente o economicamente problematico era quasi sconosciuta. Poi, nei campus universitari degli Stati Uniti ha iniziato a prendere forma un'idea: è una follia etica ed economica spendere miliardi nell’estrazione di altro combustibile, posto che nelle riserve esistenti c'è più carbone, petrolio e gas di quanto ne possa essere bruciato mantenendo il cambiamento climatico sotto controllo.

Prendere coscienza della qualità dell’aria che respiriamo. Modificare i nostri stili di vita e di consumo per ridurre l’inquinamento atmosferico. Sollecitare con forza i decisori affinché privilegino l’energia da fonti rinnovabili in luogo delle fossili. Essere protagonisti attivi delle scelte che ci riguardano e opporsi a quelle che ci vedono contrari. Come vogliamo chiamare tutto questo? Sindrome Nimby, cittadinanza attiva, cittadinanza scientifica, cooperazione?

Monitoraggio e riduzione dell’inquinamento? Oggi esco con MONICA

ENEA ha chiamato MONICA la piattaforma con cui i cittadini possono partecipare al monitoraggio della qualità dell’aria che respirano. “Oggi esco con MONICA”: per identificare le aree maggiormente inquinate e scegliere percorsi alternativi; per dimostrare che effettivamente quando c’è una nave in porto o viaggio nella scia di un mezzo inquinante le emissioni sono maggiori; per essere più consapevole dell’ambiente in cui mi muovo e respiro e più disponibile ad adottare comportamenti virtuosi di mobilità e consumi sostenibili.

MONICA, il cui acronimo è “Monitoraggio Cooperativo della Qualità dell’Aria” è un sistema multisensoriale portatile a basso costo, che può essere facilmente montato su uno zaino o collegato al manubrio della bicicletta, e che attraverso un’applicazione per smartphone è in grado di affiancare le informazioni provenienti dalle centraline di monitoraggio installate in città.

Forse non tutti sanno che… il mondo assicurativo è molto variegato e non solo in termini di condizioni economiche più o meno vantaggiose che si possono spuntare. Come nascono le compagnie di assicurazione? Qual è il rapporto delle assicurazioni con la finanza? Quale tipo di assicurazione si può consigliare ai Soci di Retenergie, oltre naturalmente alla copertura di rischi correlabili all'impianto fotovoltaico?

Abbiamo chiesto a Elena Peverada - assistente di direzione di CAES, Consorzio Assicurativo Etico Solidale - di introdurci al mondo delle assicurazioni mettendo in evidenza le peculiarità di CAES. È il primo di una serie di articoli di promozione delle relazioni tra Retenergie e la Rete dell’Economia Solidale e più in generale con realtà affini alla nostra per valori, interessi e scopi. Con queste realtà abbiamo attivato convenzioni che proponiamo ai nostri Soci per il loro valore intrinseco e per rafforzare la Rete.

Il maggiore ricorso all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili fa bene all’economia oltre che all’ambiente. Significa maggiore remunerazione dei risparmi dei cittadini e maggiori entrate per le municipalità ma significa anche meno dipendenza dalle fonti fossili, che in Italia importiamo per la gran parte dall’estero, e quindi anche maggiore stabilità geopolitica: forse meno guerre, profughi e migrazioni climatiche.

Le cooperative energetiche - come Retenergie - hanno un ruolo fondamentale nella transizione energetica, che deve essere intrapresa e completata al più presto. Ma è necessario che i governi definiscano quadri normativi favorevoli a questa transizione, con regole certe, che non possano essere cambiate retroattivamente, e infrastrutture adeguate.

Tutto ciò è possibile, si tratta di un modello operativo già attuabile ma che richiede che i cittadini investano essi stessi, tutti insieme, nella transizione energetica e nel loro stesso futuro.

E’ questa la sintesi di una lunga intervista rilasciata a EurActiv.com* da Dirk Vansintjan - Presidente della Federazione europea per le cooperative di energia rinnovabile (REScoop.eu) che abbiamo tradotto integralmente. Si tratta di una analisi lucida e documentata in cui ci riconosciamo pienamente e che vi proponiamo come ulteriore approfondimento della transizione energetica che ci vede protagonisti.

In libreria dal 6 Ottobre, già prenotabile dal sito di Altreconomia, Civiltà solare è il libro che sfata i più radicati luoghi comuni sull'energia e indica la strada da percorrere per completare il cambiamento. La transizione energetica è in atto: dopo coketown, motor city e atomic city... quando approderemo a solar city?

La ricostruzione dell’evoluzione energetica e il ruolo dell’energia nella trasformazione della società e dell’ambiente è l’appassionante argomento del primo capitolo del libro: dalla legna al carbone e dal petrolio all’energia atomica. Al termine di questa evoluzione Gianluca Ruggieri – coautore del libro insiema a Fabio Monforti - ci prospetta tutto sommato un saldo positivo (anche se al lordo dell'incognita delle scorie nucleari) che ha sin qui migliorato le condizioni di vita di una popolazione in progressivo aumento.

Abbiamo fatto qualche domanda a Gianluca - amico di Retenergie di cui è socio fondatore.

Nel libro confermi che “la diffusione di Homo Sapiens ha cambiato in profondità il pianeta terra grazie a una vasta deforestazione già da diversi millenni”. Quando e perché l’atavico conflitto tra l’uomo e la natura è diventato insostenibile?

Che l’impatto umano sul pianeta terra sia rilevante è quasi un’ovvietà. Già a fine ‘800 Antonio Stoppani rilevò anche a livello geologico l’impatto del genere umano, coniando il concetto di era antropozoica. In anni più recenti si parla di Antropocene e ad agosto di quest’anno il gruppo di lavoro sull’antropocene ha deciso di proporre l’inserimento ufficiale di questa era geologica all’International Union of Geological Sciences.

I giovani di tutto il mondo ringraziano il Pontefice per il suo impegno nella questione climatica e gli chiedono di lanciare un appello per il disinvestimento dalle fonti fossili all’interno del mondo cattolico. In occasione della veglia organizzata nell'ambito della Giornata Mondiale della Gioventù da 350.org insieme al Global Catholic Climate Movement è stata resa pubblica la lettera rivolta a Papa Francesco.

La lettera (qui la versione originale in inglese), scritta da 350.org e firmata da oltre 140 organizzazioni e movimenti giovanili di ogni parte del mondo, rappresenta un’importante iniziativa perché all’interno della Chiesa Cattolica venga avvertita come sempre più impellente l’esigenza morale di abbandonare gli investimenti nell’industria delle fonti fossili.

In Italia l’appello è stato promosso e diffuso dalla campagna #DivestItaly, sostenuta anche da Retenergie, che si sta rivolgendo prioritariamente proprio agli istituti e organizzazioni cattoliche per incoraggiarle a disinvestire dalle fonti fossili.