La campagna Divestment è sbarcata in Italia, in un appuntamento tutto milanese: oggi davanti alla Borsa con un flash mob e con un messaggio forte

"Se è eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora è anche sbagliato trarne profitto”.

La campagna di disinvestimento dai combustibili fossili è incentrato su concetti semplici e chiari: investire nel settore dei combustibili fossili è sbagliato. Il cambiamento climatico è ingiusto. Negli ultimi due anni centinaia di università, città e comunità si sono unite attorno all'idea di abbandonare gli investimenti nell’industria fossile. La campagna #DivestItaly invita le istituzioni, anche in Italia, ad allineare gli investimenti con i loro principi morali e inviare un chiaro messaggio: le azioni dell’industria fossile sono incompatibili con un pianeta vivibile, quindi assumiamo una netta posizione contraria e non le finanziamo.

"Se è sbagliato far naufragare il clima, allora è sbagliato trarre profitto da quel relitto. Siamo convinti che le istituzioni scolastiche e religiose, i governi e le altre organizzazioni che servono il bene pubblico dovrebbero disinvestire da combustibili fossili", così FossilFree, il network internazionale che lavora per il disinvestimento dalle fonti fossili all'interno delle varie comunità cui DIVESTItaly fa riferimento.


#DIVESTItaly, cui aderisce anche Retenergie, mira a coinvolgere un primo gruppo di soggetti che condividono l’esigenza etica di disinvestire dalle fonti fossili di energia: le associazioni religiose e la Banca Vaticana. Dopo il potente messaggio lanciato da Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Sì e il forte e crescente impegno delle istituzioni cattoliche rispetto alle conseguenze etiche dell’utilizzo dei combustibili fossili, obiettivo di una parte della campagna #DIVESTItaly sarà di incentivare istituzioni religiose a impegni di disinvestimento. Su questo fronte, è già attiva la campagna Divest the Vatican di 350.org in cui il gruppo italiano trova un alleato e l'ispirazione. Personalità del calibro di Naomi Klein si sono già pubblicamente attivate in questa direzione.

Occorre collegare i punti tra cause e conseguenze del surriscaldamento globale, il cambiamento climatico che è sotto gli occhi di tutti, causato dai gas serra emessi nell’atmosfera a ritmi sempre più vertiginosi. Il nostro territorio italiano è fragile e l’aumento sia in frequenza che intensità delle precipitazioni trasformatesi in eventi estremi ha portato un aggravarsi del dissesto idrogeologico. Alluvioni e frane continuano a causare danni alle vite di moltissime persone, alle loro comunità, al settore agroforestale e alle aziende della nostra penisola. Fatti che coinvolgono tutti chiedendo un’attenzione sempre maggiore e un conseguente allineamento degli investimenti.

Disinvestire significa smettere di contribuire ad alimentare la produzione di energia da fonte fossile. E contribuire a un Pianeta più giusto.

E lo sanno bene i Soci di Retenergie che dal 2008 investono i loro soldi nella Cooperativa e nelle energie rinnovabili: un progetto di democratizzazione dell'energia per la salvaguardia del pianeta.

La prima adesione alla campagna italiana è arrivata dai Missionari Comboniani.

“Siamo da sempre impegnati nella difesa dei diritti umani e dell'ambiente. Riteniamo importante aderire ad una iniziativa che è in profonda sintonia con i valori in cui crediamo e che cerca di dare una risposta concreta all'appello del Papa Francesco nella sua più recente enciclica Laudato Sii, in cui ci chiede di fare una 'conversione ecologica”, sottolinea padre Giovanni Munari, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Italia.

Promuovono la campagna Divestment: Italian Climate Network, Viracao, The Climate Reality Project, FIMA, E’ Nostra, Kyoto Club, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Retenergie, Comitato SpeziaViaDalCarbone, EKOenergy, Cittadini per l’Aria, Legambiente

Per maggiori informazioni: www.divestitaly.org

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