Sono sempre stato affascinato dalle energie rinnovabili: ricordo che alle medie (ahimè, inizio anni 80 ...) facevo ricerche su idroelettrico e fotovoltaico, e che pochi anni dopo, con mio fratello, provavamo a costruire pannelli solari termici casalinghi.
Gianni Dalmasso è il socio di Retenergie con cui inauguriamo la pubblicazione delle storie che i nostri Soci vorranno condividere con la Cooperativa e con i visitatori del nostro sito. L'energia non è fatta solo di fotoni  - l'energia di Retenergie è fatta di persone che condividono e alimentano un progetto. Il fotone tuttavia ha una caratteristica cui ci piace pensare anche per la nostra comunità: una vita media infinita!

foto: A. Bertelà

Dal primo gennaio i costi di distribuzione e misurazione dell’energia non sono più interamente commisurati ai soli consumi. La riforma delle bollette elettriche varata dall’Autorità per l’Energia con delibera 582/2015 riguarda 30 milioni di utenti domestici che pagheranno un contributo fisso commisurato alla potenza impegnata (normalmente da 3 a 6 kWp). Completa la riforma una seconda delibera dell’Autorità per l’Energia - la 539/2015 – che regolamenta la realizzazione e l’uso di reti private di distribuzione (Sistemi di Distribuzione Chiusi, SDC). 

Secondo il Governo e l’Autorità la riforma risponde alla necessità di rendere più trasparenti le bollette, definendo tariffe legate agli effettivi costi dei servizi (costruzione, manutenzione e funzionamento delle reti elettriche) che sono dovuti indipendentemente dall’energia prelevata.

Di diverso parere le maggiori associazioni ambientaliste, dei consumatori e di settore - Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF e Italia Solare – che sostengono che la riforma rappresenti invece un pericoloso arretramento nel percorso verso un pieno dispiegamento delle fonti rinnovabili, lo sviluppo di reti intelligenti e i sistemi di stoccaggio.

La risposta del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) all’interrogazione parlamentare di Gianni Girotto, senatore del M5S, confermare la tesi condivisibile delle associazioni, secondo cui il disegno complessivo sarebbe vantaggioso per i produttori di energia centralizzata da fonti fossili: Business As Usual, come si dice, ovvero mantenimento delle stesse modalità operative e dello status quo.

 

Quali sono le opportunità offerte dalla transizione dall’attuale modello di sviluppo, fortemente incentrato sull’utilizzo dei combustibili fossili, a un modello “green” basato su un uso efficiente delle risorse? Un modello che valorizzi le opportunità legate all’impiego dei criteri dell’economia circolare, allo sviluppo di soluzioni eco-innovative (nell’energia, nei trasporti, nell’edilizia, ecc.) da adottare concretamente, e in tempi relativamente brevi?

Per rispondere a queste domande WWF Italia  - con la partnership scientifica di ENEA - ha realizzato uno studio che sarà presentato il 28 gennaio 2016 a Roma, nel  Salone Centrale ENEA (ingresso via Giulio Romano, 41) dalle 9.30 alle ore 13.00. Il titolo della Conferenza - "Liguria Zero Emission: dopo l’accordo di Parigi, i primi passi verso un modello di sviluppo regionale eco-sostenibile - Le opportunità per economia, occupazione e ambiente" - fa riferimento alla singolarità del caso ligure.

Il caso della Liguria - con il gruppo a carbone di Tirreno Power a Vado Ligure (SV) sotto sequestro dal 2014 e ormai in fase di smantellamento, la centrale Enel di Genova la cui dismissione è prevista dall'Autorizzazione Integrata Ambientale per il 2017, la centrale a carbone di Enel della Spezia che non sarà operativa oltre il 2021 -  rappresenta un modello su cui lavorare ed eventualmente replicare nelle altre regioni italiane.

"Le soluzioni proposte  - scrivono gli organizzatori - si collocano nel più ampio contesto di politiche di contrasto al cambiamento climatico, in linea con la risoluzione approvata dalla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e dal Consiglio Regionale della Liguria che chiede di ridurre la CO2 del 50%, invece che solo del 40% come concordato su scala europea".

IL PRECEDENTE CONVEGNO A LA SPEZIA

L'energia pulita non può più essere fermata, le azioni delle rinnovabili salgono e quelle dei fossili scendono, si aprono nuovi mercati per le emissioni di carbonio, boom dei green jobs e difesa della salute come stimolo alla mobiltazione locale. Non sono profezie ma tendenze già in atto che dal 2016 si accentueranno ulteriormente. Lo scrive Assaad W. Razzouk, CEO di Sindicatum Sustainable Resources, società leader di project financing nella riduzione delle emissioni e nei mercati di energia pulita.

Il 2015 è stato un anno cruciale per le azione per il clima. I numerosi segnali luminosi sono infine stati coronati dall’accordo di Parigi, dove 195 paesi si sono incamminati su un percorso a bassa emissione di carbonio attraverso estesi piani economici che richiedono di essere sviluppati e rafforzati ogni anno. Nel frattempo il caos climatico continua a crescere: il 2015 è stato l’anno più caldo degli ultimi dieci più caldi da quando abbiamo iniziato a registrare le temperature. Il 2016 si prevede che sarà ancora più caldo. Il numero di rifugiati climatici è in aumento e i movimenti popolari contro l’inquinamento e l'irresponsabilità si rafforzano ovunque.

 

 

COSA PUOI FARE IN CONCRETO PER TOGLIERE ENERGIA ALLE FOSSILI?

Insieme agli oltre 1000 Soci Retenergie è impegnata attivamente sul fronte dell'investimento in energia rinnovabile, dell'efficienza energetica, e nella costruzione di comunità dell'energia informate e consapevoli. Ma dobbiamo e vogliamo fare di più.

Puoi fare un regalo e sottrarti al dilagante consumismo natalizio, produrre e consumare Energia Intelligente, promuovere e rafforzare il nostro progetto per la costruzione di una Comunità dell'Energia.


Se ancora non sei Socio di Retenergie, Aderisci acquistando una o più azioni da 50€ del Capitale sociale della Cooperativa.
Se sei già Socio o hai appena aderito, Regala una o più azioni a persone che come te credono in un progetto di energia rinnovabile, dffusa e partecipata e contribuisci a raddoppiare il numero dei nostri Soci.
Se vuoi essere ancora più protagonista del cambiamento e togliere energia alle multinazionali delle fossili fossili Porta a 1000€ o raddoppia le tue azioni.


 

Per molto tempo si è sostenuto che la CO2 e i cambiamenti climatici non sono responsabili dei danni alla salute delle persone. Finalmente, lo scorso Ottobre,  l'OMS ha preso una posizione forte sull'argomento attribuendo una doverosa responsabilità a tutti i professionisti della salute affinchè si facciano carico di rendere edotti i loro pazienti, cioè noi cittadini, delle implicazioni dei cambiamenti climatici per la salute nostra e dei nostri figli.
 
"Assicuriamoci che la nostra salute e la salute delle generazioni future siano al centro dei negoziati sul cambiamento climatico." – ha detto la Dr Maria Neira, Direttrice dell'OMS, Dipartimento di Sanità Pubblica, Ambiente e Determinanti Sociali della Salute che ha lanciato la sottoscrizione di un appello.

Voleva vivere in una casa immersa nel verde e a basso impatto ambientale. Ha scelto un edificio sulle colline di Genova, disabitato da tempo e che necessitava importanti interventi di riqualificazione energetica. Da circa un anno Arianna Pastorino, Socia di Retenergie, lavora per realizzare il suo sogno e della sua famiglia.

 

 

Ero molto insoddisfatta della casa in cui vivevo in precedenza – racconta Arianna a pochi giorni dal trasloco - da tempo sognavo di abbandonare la sensazione di freddo e la muffa alle pareti per vivere in una casa calda, bella ed ecologicamente sana. Non sopportavo l'idea di restare passiva nei confronti dell'ambiente e il mio nuovo «attivismo» è nato dal desiderio di ridurre l'uso dei combustibili fossili. Per me comfort ed ecologia rappresentano un grande miglioramento della qualità di vita”.

Con l'aiuto del Gruppo Tecnico Ligure di Retenergie (l'incarico è stato affidato allo Studio Reset di Savona) Arianna ha scelto di isolare interamente l'abitazione con lastre di sughero dello spessore di 12cm e installare un nuovo impianto di riscaldamento. Il sistema prevede pareti radianti alimentate da una pompa di calore termodinamica.

  • Da dove arrivano i primi kWh dell'energia di ènostra?

L’impianto fotovoltaico situato sul mercato comunale di Boves (CN) - 255 kWp di proprietà della Cooperativa Retenergie – sarà il primo a cedere energia per le forniture di ènostra, arrivando cosi a casa dei soci. Come noto ènostra venderà ai propri soci elettricità sostenibile ed etica. Saranno privilegiati impianti rinnovabili - piccoli e sostenibili, legati alle comunità e cooperativi. Sono escluse le imprese che determinano danni sociali, etici o ambientali, che partecipano (anche indirettamente) allo sfruttamento di risorse fossili o che siano state sanzionate per comportamenti commerciali o pubblicitari scorretti. Per questa analisi di valore, impianti e produttori saranno sottoposti a una matrice di valutazione validata dal Comitato Tecnico Scientifico di ènostra.

  • Con énostra consumiamo la nostra energia

Sono finalmente online le offerte per la fornitura di elettricità sostenibile e etica ai soci di ènostra, la Cooperativa co-fondata da Retenergie per chiudere il ciclo produzione-distribuzione di energia rinnovabile e condivisa. Alla pagina Offerte del sito di ènostra le 4 tipologie di tariffe: ènostra Relax, ideale per chi “non vuole sorprese” e preferisce una tariffa allineata con il prezzo del Servizio di Maggior Tutela (opzione monoraria o bioraria); ènostra Sole-Relax, per chi ha l'impianto fotovoltaico; ènostra D1, per chi utilizza esclusivamente la pompa di calore per riscaldamento/raffrescamento; ènostra P.IVA per le imprese e per i contatori "altri usi". *

 

La campagna Divestment è sbarcata in Italia, in un appuntamento tutto milanese: oggi davanti alla Borsa con un flash mob e con un messaggio forte

"Se è eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora è anche sbagliato trarne profitto”.

La campagna di disinvestimento dai combustibili fossili è incentrato su concetti semplici e chiari: investire nel settore dei combustibili fossili è sbagliato. Il cambiamento climatico è ingiusto. Negli ultimi due anni centinaia di università, città e comunità si sono unite attorno all'idea di abbandonare gli investimenti nell’industria fossile. La campagna #DivestItaly invita le istituzioni, anche in Italia, ad allineare gli investimenti con i loro principi morali e inviare un chiaro messaggio: le azioni dell’industria fossile sono incompatibili con un pianeta vivibile, quindi assumiamo una netta posizione contraria e non le finanziamo.

"Se è sbagliato far naufragare il clima, allora è sbagliato trarre profitto da quel relitto. Siamo convinti che le istituzioni scolastiche e religiose, i governi e le altre organizzazioni che servono il bene pubblico dovrebbero disinvestire da combustibili fossili", così FossilFree, il network internazionale che lavora per il disinvestimento dalle fonti fossili all'interno delle varie comunità cui DIVESTItaly fa riferimento.