Forse non tutti sanno che… il mondo assicurativo è molto variegato e non solo in termini di condizioni economiche più o meno vantaggiose che si possono spuntare. Come nascono le compagnie di assicurazione? Qual è il rapporto delle assicurazioni con la finanza? Quale tipo di assicurazione si può consigliare ai Soci di Retenergie, oltre naturalmente alla copertura di rischi correlabili all'impianto fotovoltaico?

Abbiamo chiesto a Elena Peverada - assistente di direzione di CAES, Consorzio Assicurativo Etico Solidale - di introdurci al mondo delle assicurazioni mettendo in evidenza le peculiarità di CAES. È il primo di una serie di articoli di promozione delle relazioni tra Retenergie e la Rete dell’Economia Solidale e più in generale con realtà affini alla nostra per valori, interessi e scopi. Con queste realtà abbiamo attivato convenzioni che proponiamo ai nostri Soci per il loro valore intrinseco e per rafforzare la Rete.

Il maggiore ricorso all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili fa bene all’economia oltre che all’ambiente. Significa maggiore remunerazione dei risparmi dei cittadini e maggiori entrate per le municipalità ma significa anche meno dipendenza dalle fonti fossili, che in Italia importiamo per la gran parte dall’estero, e quindi anche maggiore stabilità geopolitica: forse meno guerre, profughi e migrazioni climatiche.

Le cooperative energetiche - come Retenergie - hanno un ruolo fondamentale nella transizione energetica, che deve essere intrapresa e completata al più presto. Ma è necessario che i governi definiscano quadri normativi favorevoli a questa transizione, con regole certe, che non possano essere cambiate retroattivamente, e infrastrutture adeguate.

Tutto ciò è possibile, si tratta di un modello operativo già attuabile ma che richiede che i cittadini investano essi stessi, tutti insieme, nella transizione energetica e nel loro stesso futuro.

E’ questa la sintesi di una lunga intervista rilasciata a EurActiv.com* da Dirk Vansintjan - Presidente della Federazione europea per le cooperative di energia rinnovabile (REScoop.eu) che abbiamo tradotto integralmente. Si tratta di una analisi lucida e documentata in cui ci riconosciamo pienamente e che vi proponiamo come ulteriore approfondimento della transizione energetica che ci vede protagonisti.

In libreria dal 6 Ottobre, già prenotabile dal sito di Altreconomia, Civiltà solare è il libro che sfata i più radicati luoghi comuni sull'energia e indica la strada da percorrere per completare il cambiamento. La transizione energetica è in atto: dopo coketown, motor city e atomic city... quando approderemo a solar city?

La ricostruzione dell’evoluzione energetica e il ruolo dell’energia nella trasformazione della società e dell’ambiente è l’appassionante argomento del primo capitolo del libro: dalla legna al carbone e dal petrolio all’energia atomica. Al termine di questa evoluzione Gianluca Ruggieri – coautore del libro insiema a Fabio Monforti - ci prospetta tutto sommato un saldo positivo (anche se al lordo dell'incognita delle scorie nucleari) che ha sin qui migliorato le condizioni di vita di una popolazione in progressivo aumento.

Abbiamo fatto qualche domanda a Gianluca - amico di Retenergie di cui è socio fondatore.

Nel libro confermi che “la diffusione di Homo Sapiens ha cambiato in profondità il pianeta terra grazie a una vasta deforestazione già da diversi millenni”. Quando e perché l’atavico conflitto tra l’uomo e la natura è diventato insostenibile?

Che l’impatto umano sul pianeta terra sia rilevante è quasi un’ovvietà. Già a fine ‘800 Antonio Stoppani rilevò anche a livello geologico l’impatto del genere umano, coniando il concetto di era antropozoica. In anni più recenti si parla di Antropocene e ad agosto di quest’anno il gruppo di lavoro sull’antropocene ha deciso di proporre l’inserimento ufficiale di questa era geologica all’International Union of Geological Sciences.

I giovani di tutto il mondo ringraziano il Pontefice per il suo impegno nella questione climatica e gli chiedono di lanciare un appello per il disinvestimento dalle fonti fossili all’interno del mondo cattolico. In occasione della veglia organizzata nell'ambito della Giornata Mondiale della Gioventù da 350.org insieme al Global Catholic Climate Movement è stata resa pubblica la lettera rivolta a Papa Francesco.

La lettera (qui la versione originale in inglese), scritta da 350.org e firmata da oltre 140 organizzazioni e movimenti giovanili di ogni parte del mondo, rappresenta un’importante iniziativa perché all’interno della Chiesa Cattolica venga avvertita come sempre più impellente l’esigenza morale di abbandonare gli investimenti nell’industria delle fonti fossili.

In Italia l’appello è stato promosso e diffuso dalla campagna #DivestItaly, sostenuta anche da Retenergie, che si sta rivolgendo prioritariamente proprio agli istituti e organizzazioni cattoliche per incoraggiarle a disinvestire dalle fonti fossili.

É noto che il Codice Etico di Retenergie prevede che non si realizzino parchi fotovoltaici a terra essendo la terra destinata all'agricoltura. É altrettanto noto tuttavia che i grandi player energetici prediligono installazioni di pannelli su ettari ed ettari di terreno, che consentono economie di scala e la massimizzazione dei profitti. Con quali impatti? oltre al consumo di suolo? Con possibili benefici? fermo restando l'ineliminabile consumo di suolo?

E' stato pubblicato il primo studio dettagliato sull’impatto dei parchi solari per l'ambiente, una ricerca i cui risultati (ancorchè non considerino l'aspetto del consumo di suolo) possono operare nel senso della riduzione del danno e addirittura, dicono i ricercatori, "verso forme più intelligenti di agricoltura e a una migliore gestione del territorio".

Gli scienziati ambientali della Lancaster University e del Center for Ecology and Hydrology hanno monitorato un grande parco solare, nei pressi di Swindon, per un anno. Hanno scoperto che i parchi solari hanno alterato il clima locale, misurando un raffreddamento fino a 5 gradi centigradi sotto i pannelli durante l'estate, anche se gli effetti variano a seconda del periodo dell'anno e dell'ora del giorno. Poiché il clima controlla processi biologici come i livelli di crescita delle piante, si tratta di informazioni molto importanti che possono aiutare a capire il modo migliore per gestire i parchi solari in modo da avere benefici ambientali oltre a fornire energia a basso carbonio.

La ricerca, dal titolo "Solar park microclimate and vegetation management effects on grassland carbon cycling" ​​è pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters.

 

Raggiunto e superato il fatidico 1000. Insieme ai Soci e alle Socie di Retenergie lo scorso 25 Luglio il Consiglio di Amministrazione ha festeggiato l'ammissione del 1000 socio, Ismaele, di Recco (GE). Nel giro di pochissimi giorni, attaccatissimi e determinati, Nico, 999, ha tirato la volata a Ismaele, il 1000simo socio; Silvana 1001, una donna, ha aperto e guiderà la nuova fase di Retenergie. La metafora nautica ci sta tutta visto che i tre abitano tra la Liguria e la Toscana, in altrettante località di mare.

Cambiare modello di produzione di energia, passando dai grandi impianti fossili a tanti micro-impianti rinnovabili, ha come primo vantaggio quello di non disperdere l’energia durante il trasporto. Anche se i pannelli fotovoltaici hanno una resa minore di quella dei grandi impianti (circa 11% vs 40%), oltre a produrre energia pulita e rinnovabile hanno il vantaggio di essere collocati dove l’energia serve; inoltre, il loro essere piccoli e modulari li rende adattabili alla diversa domanda di energia, contrariamente alle grandi centrali termoelettriche e ancor di più al nucleare.

Alessandro Manuelli - ingegnere, PhD, e consulente del comune di Melendugno nell’ambito della realizzazione del gasdotto TAP di cui abbiamo già scritto qui - da qualche settimana è diventato socio di Retenergie.

A distanza di un anno dal rilascio dell’Enclica Laudato Si’, a Roma si celebra il primo anniversario di quello che possiamo già considerare un evento epocale nella storia recente della Chiesa. Con l'occasione - coerentemente con la filosofia dell’Enciclica e con il movimento planetario di disinvestimento dalle fonti fossili - quattro organizzazioni cattoliche hanno annunciato che stanno vendendo le loro partecipazioni in società di carbone, petrolio e gas.

I cittadini - cattolici e non - possono disinvestire dalle fonti fossili sostenendo con i propri risparmi progetti di produzione di energia da fonte rinnovabili o scegliendo fornitori di energia più confacenti con i valori dell'Enciclica, la difesa del diritto alla vita sulla terra per tutti.  Non a caso nell'enciclica sono citate espressamente le Cooperative elettriche come Retenergie e ènostra.

179. In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. Questo semplice esempio indica che, mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza. E’ lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti. Questi valori hanno radici molto profonde nelle popolazioni aborigene...

L’interesse intorno alla diffusione delle cooperative energetiche in Europa continua a crescere. "Human Energy" è il primo film che cercherà di raccontare la realtà delle cooperative energetiche europee. Una produzione dal basso, come nella migliore tradizione cooperativa, che ha già preso contatto per raccontare anche la storia di Retenergie e ènostra. 

Faremo un film degno di festival cinematografici, cinema e distribuzione indipendenti – ha dichiarato Adam Dzienis, produttore e regista di "Human Energy" – ho verificato che un’energia indipendente e più pulita e un mondo migliore per tutti sono possibili. Dopo 25 anni di lavoro nei media sono diventato un produttore di film indipendenti perché trovo che sia l'unico modo di parlare in modo veritiero e senza pressioni. Un anno fa, con un paio di amici abbiamo iniziato a indagare e documentare la realtà delle cooperative di energia rinnovabile in Europa. Si è scoperto che il loro movimento nasce dall’opposizione al sistema di potere esistente e crea una vita migliore per le comunità. Questo fenomeno sconosciuto ha bisogno di una sua storia da raccontare.

Sono oltre 2500 le cooperative energetiche in Europa, un fenomeno di cui i media mainstream non parlano. Per questa ragione il regista ha venduto il proprio appartamento per realizzare il film. Finanziato collettivamente, il film vuole raccontare le persone che si uniscono per produrre autonomamente energia rinnovabile e sostenibile: le cooperative energetiche citate anche nell'enciclica per la difesa del Creato.  Il cinema libero e indipendente racconta l'energia rinnovabile e democratica,  ed entrambi devono autosostenersi per avere voce. Se così deve essere, così sia.