É noto che il Codice Etico di Retenergie prevede che non si realizzino parchi fotovoltaici a terra essendo la terra destinata all'agricoltura. É altrettanto noto tuttavia che i grandi player energetici prediligono installazioni di pannelli su ettari ed ettari di terreno, che consentono economie di scala e la massimizzazione dei profitti. Con quali impatti? oltre al consumo di suolo? Con possibili benefici? fermo restando l'ineliminabile consumo di suolo?

E' stato pubblicato il primo studio dettagliato sull’impatto dei parchi solari per l'ambiente, una ricerca i cui risultati (ancorchè non considerino l'aspetto del consumo di suolo) possono operare nel senso della riduzione del danno e addirittura, dicono i ricercatori, "verso forme più intelligenti di agricoltura e a una migliore gestione del territorio".

Gli scienziati ambientali della Lancaster University e del Center for Ecology and Hydrology hanno monitorato un grande parco solare, nei pressi di Swindon, per un anno. Hanno scoperto che i parchi solari hanno alterato il clima locale, misurando un raffreddamento fino a 5 gradi centigradi sotto i pannelli durante l'estate, anche se gli effetti variano a seconda del periodo dell'anno e dell'ora del giorno. Poiché il clima controlla processi biologici come i livelli di crescita delle piante, si tratta di informazioni molto importanti che possono aiutare a capire il modo migliore per gestire i parchi solari in modo da avere benefici ambientali oltre a fornire energia a basso carbonio.

La ricerca, dal titolo "Solar park microclimate and vegetation management effects on grassland carbon cycling" ​​è pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters.

 

Raggiunto e superato il fatidico 1000. Insieme ai Soci e alle Socie di Retenergie lo scorso 25 Luglio il Consiglio di Amministrazione ha festeggiato l'ammissione del 1000 socio, Ismaele, di Recco (GE). Nel giro di pochissimi giorni, attaccatissimi e determinati, Nico, 999, ha tirato la volata a Ismaele, il 1000simo socio; Silvana 1001, una donna, ha aperto e guiderà la nuova fase di Retenergie. La metafora nautica ci sta tutta visto che i tre abitano tra la Liguria e la Toscana, in altrettante località di mare.

Cambiare modello di produzione di energia, passando dai grandi impianti fossili a tanti micro-impianti rinnovabili, ha come primo vantaggio quello di non disperdere l’energia durante il trasporto. Anche se i pannelli fotovoltaici hanno una resa minore di quella dei grandi impianti (circa 11% vs 40%), oltre a produrre energia pulita e rinnovabile hanno il vantaggio di essere collocati dove l’energia serve; inoltre, il loro essere piccoli e modulari li rende adattabili alla diversa domanda di energia, contrariamente alle grandi centrali termoelettriche e ancor di più al nucleare.

Alessandro Manuelli - ingegnere, PhD, e consulente del comune di Melendugno nell’ambito della realizzazione del gasdotto TAP di cui abbiamo già scritto qui - da qualche settimana è diventato socio di Retenergie.

A distanza di un anno dal rilascio dell’Enclica Laudato Si’, a Roma si celebra il primo anniversario di quello che possiamo già considerare un evento epocale nella storia recente della Chiesa. Con l'occasione - coerentemente con la filosofia dell’Enciclica e con il movimento planetario di disinvestimento dalle fonti fossili - quattro organizzazioni cattoliche hanno annunciato che stanno vendendo le loro partecipazioni in società di carbone, petrolio e gas.

I cittadini - cattolici e non - possono disinvestire dalle fonti fossili sostenendo con i propri risparmi progetti di produzione di energia da fonte rinnovabili o scegliendo fornitori di energia più confacenti con i valori dell'Enciclica, la difesa del diritto alla vita sulla terra per tutti.  Non a caso nell'enciclica sono citate espressamente le Cooperative elettriche come Retenergie e ènostra.

179. In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. Questo semplice esempio indica che, mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza. E’ lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti. Questi valori hanno radici molto profonde nelle popolazioni aborigene...

L’interesse intorno alla diffusione delle cooperative energetiche in Europa continua a crescere. "Human Energy" è il primo film che cercherà di raccontare la realtà delle cooperative energetiche europee. Una produzione dal basso, come nella migliore tradizione cooperativa, che ha già preso contatto per raccontare anche la storia di Retenergie e ènostra. 

Faremo un film degno di festival cinematografici, cinema e distribuzione indipendenti – ha dichiarato Adam Dzienis, produttore e regista di "Human Energy" – ho verificato che un’energia indipendente e più pulita e un mondo migliore per tutti sono possibili. Dopo 25 anni di lavoro nei media sono diventato un produttore di film indipendenti perché trovo che sia l'unico modo di parlare in modo veritiero e senza pressioni. Un anno fa, con un paio di amici abbiamo iniziato a indagare e documentare la realtà delle cooperative di energia rinnovabile in Europa. Si è scoperto che il loro movimento nasce dall’opposizione al sistema di potere esistente e crea una vita migliore per le comunità. Questo fenomeno sconosciuto ha bisogno di una sua storia da raccontare.

Sono oltre 2500 le cooperative energetiche in Europa, un fenomeno di cui i media mainstream non parlano. Per questa ragione il regista ha venduto il proprio appartamento per realizzare il film. Finanziato collettivamente, il film vuole raccontare le persone che si uniscono per produrre autonomamente energia rinnovabile e sostenibile: le cooperative energetiche citate anche nell'enciclica per la difesa del Creato.  Il cinema libero e indipendente racconta l'energia rinnovabile e democratica,  ed entrambi devono autosostenersi per avere voce. Se così deve essere, così sia.

Forse avete sentito parlare o letto qualcosa di Bristol Energy Coop (BEC) e della ambiziosa offerta di progetti ad azionariato diffuso con cui aspirano a raggiungere un investimento di £10,5 milioni per progetti energetici nella città di Bristol. BEC è stata costituita 5 anni fa per accelerare lo sviluppo dell’energia rinnovabile a Bristol usando questo sviluppo come traino per la rigenerazione dell’economia locale, riciclando localmente i benefici.

Suona molto di Città in Transizione e infatti di questo si tratta. Rob Hopkins – cofondatore del movimento per la Transizione - ha intervistato i direttori di BEC Andy O’Brien e Chris Speller, per sapere di più su ciò che stanno facendo.

Diversi passaggi dell’intervista suoneranno piuttosto familiari per i soci di Retenergie e per chi segue almeno un po’ il nostro progetto: si tratta di alcune conferme e diverse suggestioni di cui può essere opportuno tenere conto.

 foto: f. patrucco

 

Diventare socio di Retenergie per me è stata un’opportunità, un atto di coerenza con cui ho concretizzato alcune scelte e idee operate in passato all’interno del Movimento No Triv e Cinque Stelle.

Saverio Castoro ha aderito alla nostra Cooperativa nel Dicembre del 2015 e a Natale ha regalato azioni di Retenergie. Da pochi giorni ha sottoscritto il contratto di fornitura di energia per la sua abitazione con ènostra.

Anche se non è ben chiaro come sia andata la vicenda, è molto probabile che Saverio sia stato il vero promotore del tour #SÌcambiaenergia. Tecnici qualificati, cittadini e imprese innovative stanno portando nuova linfa a Retenergie che ormai copre l'intero territorio nazionale con i suoi quasi 1000 soci (986 con quelli deliberati dall'assemblea dell'8 Maggio scorso). Numeri che stanno diventando interessanti anche al sud: il 50% dei nuovi soci di Aprile proviene infatti da Puglia, Calabria, Campania e Basilicata: di questo 50%, il 40% è di Matera.

 

Cosa posso fare per dare un contributo alla riduzione dell'uso di fonti fossili per la produzione di energia? la ricerca di Marco per un'alternativa energetica, economica, democratica...

Il video è stato realizzato gratuitamente da Your VideoScribe per Retenergie

 

Dopo nove impianti fotovoltaici finanziati con l’azionariato popolare e un impianto eolico in fase di attuazione in Sardegna, Retenergie sbarca finalmente nel settore del risparmio energetico a sostegno di un intervento di riqualificazione energetica.

Grazie a una partnership con Sinergia, società cooperativa impegnata in interventi di riduzione di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia alternativa, Retenergie partecipa al finanziamento di un progetto di riqualificazione dell’ex asilo Cariolato di Vicenza. Il progetto, che va ben oltre l’efficientamento energetico, testimonia della possibilità di agire contemporaneamente e in forma cooperativa sulla sfera sociale, economica e ambientale. Un altro passo avanti per la nostra Cooperativa.